LE ASPETTATIVE

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Durante lo scorso week end, quello lungo del 2 giugno, sono andata in gita con le mie amiche più care in Toscana. Avevo bisogno di staccare, e loro sono le compagne di viaggio (non solo nel senso stretto del termine), perfette.
Mai competitive, nessuna lite per chi deve sistemare, o per il disordine, o per cosa fare. Serenità e sorellanza allo stato puro.

Abbiamo avuto occasione di parlare tanto, condividere idee, opinioni e sperimentare terreni nuovi su cui metter in atto la nostra ormai pluriennale amicizia.
In una di queste chiacchierate, sotto una meravigliosa pergola, di un giardino di Cortona, mi hanno fatto notare che spesso rimango delusa dagli altri perché mi aspetto sempre qualcosa che non arriva. Mi insegnavano che il segreto, è prendersi il bello che gratuitamente arriva, ma senza avere aspettative di solidarietà, generosita’, o quanto meno riconoscenza da amici più o meno stretti.
Questo mi ha fatto tanto pensare.
Io credo davvero che l’amore sia bello quando si dona. Che la generosità, sempre, è anche generosità di sentimenti. Ma in effetti, mi risulta quasi istintivo aspettarmi altruismo, vicinanza, gratitudine in quelle persone che hanno preso, spesso tanto da me.
Invece non accade quasi mai.
Allora la mia domanda di stasera è: quale è il confine tra essere generosi ed esser ingenui? Come si fa a godere del bello del dare senza temere di essere usati dal prossimo? Che senso può avere vivere, se occorre diffidare di chi hai accanto?
Stasera va così….
Buona notte!

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1 commento su “LE ASPETTATIVE”

  1. ciao Elena,
    spero di non essere banale, è un argomento dove è facile cadere nei luoghi comuni.
    molto semplicemente credo che le caratteristiche di base delle persone non cambiano mai, nemmeno a distanza di anni. se sei altruista ed empatico/a lo sarai sempre e comunque nonostante le tante delusioni o “fregature” che si possano prendere negli anni, così come se hai un carattere egoista o una personalità concentrata su te stesso fondamentalmente rimarrai così. Alcuni anni fa ci siamo ritrovati a pranzo con i compagni della 5 elementare e nonostante i tanti anni passati ho notate bene che le caratteristiche caratteriali di base erano le medesime. dal mio punto di vista le persone vanno prese e stimate per quello che sono, pregi e difetti compresi, senza pensare di indurre cambiamenti o di aspettarsi riconoscenza da parte di chi non ha le capacità per farlo.

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