Le donne perdono

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Ho studiato ingegneria. Ho lavorato 13 anni nel metalmeccanico, per lo più nell’area produttiva. Quasi 20 anni a contatto col mondo maschile, per sentire che avvertivo costantemente un disagio di fondo che non sapevo spiegarmi. Distaccarmi da quell’ambiente mi ha restituito una nitidezza nello sguardo che ora mi fa capire cosa generava quel disagio.

Ero a disagio perchè avevo punti di riferimento sbagliati.

Nel mondo aziendale, almeno in quello che io ho vissuto, le dinamiche di carriera, le interrelazioni tra i colleghi, i sistemi meritocratici facevano riferimento ad un unico ed uniformato sistema di riferimento: la dinamica maschile. Solo e semplicemente perché l’unico modello esistente.

Il successo aziendale è quello che segue le regole maschili. Presenzialismo, disponibilità, leadership dominante, dedizione totale ed identificazione nel ruolo. Davanti a questo modello le donne non hanno lavorato per crearne uno di uguale efficacia, ma nuovo, diverso da quello maschile.

Hanno fatto la cosa più facile. Si sono adeguate al modello maschile confrontandosi con esso e risultando spesso perdenti. Le specificità di una donna, le sue inclinazioni, i suoi talenti, ma anche i bisogni, le aspirazioni, sono altro da quelli maschili.

Finchè una donna a lavoro sarà valutata sulla base dei valori maschili, beh… non ci sarà battaglia. Anche le donne che riescono, nei contesti aziendali a fare carriera, lo fanno spesso cedendo a basso prezzo le proprie migliori qualità di accoglienza, creatività, complicità e sorellanza. Assumono atteggiamenti virili, a volte diventano più feroci ed aggressive dei loro colleghi, miopi dei bisogni altrui ed attente nel difendere il personale, piccolo orticello. Così anche la donna che fa carriera perde. E riuscirà a quantificare il proprio successo solo sulla base di quanto guadagna o quanti colleghi ha surclassato nella sua ascesa.

Abbiamo bisogno di nuovi riferimenti. di crearne di nuovi ed alternativi. E di farlo con le qualità e le caratteristiche più in linea con le peculiarità femminili. Solo così le donne potranno competere. In tutti gli altri casi, il prezzo del successo è e rimane troppo alto.

Ma per fare questo occorre un cambio culturale anche ai vertici che è oltremodo urgente. Una rivoluzione culturale ed una crescita antropologica che forse solo il tempo e qualche esempio illuminato ci potranno regalare.

Io lo attendo e lo auspico…

 

 

 

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