La storia di Giovanna

 

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Giovanna voleva essere felice. Cresciuta in una famiglia protettiva, affettuosa e di buoni valori, ha nella sua gioventù conosciuto e vissuto una sana felicità famigliare di amore e condivisione.

Dopo la scuola, si immatricola all’università di Biologia. Innamorata della scienza, sogna di fare la ricercatrice per dare il suo contributo alla scienza, allenando e trasformando il suo amore per il sapere, in un talento. Studiare, approfondire argomenti scientifici, sperimentare in laboratorio, sono attività che la fanno sentire in armonia con il mondo e le fanno perdere la cognizione del tempo e dello spazio.

Ha solo 20 anni, quando si innamora di Marco, un collega universitario pieno di talento e di attenzioni per lei, si accorge di aspettare un bimbo e così si sposa, comunque serena e tanto innamorata.

Sognava di poter costruire il suo nido ispirandosi a quello in cui era cresciuta. E così, a soli 21 anni, aveva tra le braccia il piccolo Francesco, era sposata e per quanto determinata a continuare nella sua carriera universitaria, consapevole dell’enorme sforzo che questo comportava. Amici e parenti, preoccupati per i suoi affanni, le affrescano un quadro di grande serenità e gratificazione nella sua vita da mamma. Giovanna resiste e, seppur con grandi difficoltà, continua ad aggiungere esami al suo libretto universitario.

Dopo soli due anni, nascono i due splendidi gemelli, Daniele e Sara. Mancano solo 10 esami alla laurea, ma Giovanna è stremata. Fare la mamma, spendere le sue energie nel manage famigliare le dà tanto, ma la svuota completamente di ogni forza. Pensa che, in fondo, la sua mamma è vissuta così ed è stata tanto felice… così davanti agli splendi sorrisi e le manine tese dei suoi bimbi, lascia l’università e decide di voler essere una buona mamma ed una moglie affettuosa.

I suoi figli crescono sani, amati e sereni. Marco è sereno e può dedicarsi alla sua carriera in una multinazionale farmaceutica.

Oggi Giovanna ha 48 anni. I suoi figli sono grandi. Francesco è andato a vivere da solo in un piccolo appartamentino in centro, ha preso in gestione un piccolo locale e si fidanza “spesso”, godendosi la vita e la sua gioventù. I gemelli si stanno laureando in un’università in Inghilterra, facendo una bellissima esperienza con altri giovani di tante nazionalità. Giovanna è molto orgogliosa di quanto ha costruito con suo marito in quella famiglia così completa ed unita.

Una mattina si alza, prepara il suo caffè e comincia a sentire un piccolo senso di vuoto nella sua pancia. Si guarda intorno e vede suo marito, distratto ed assorto nel suo tablet. Prova ad intavolare con lui una conversazione su qualcosa, ma ritornano monosillabi e risposte evasive fino a che Marco la saluta ed esce di casa. Giovanna è sola. Sa che questa giornata sarà uguale a quella di ieri e molto simile a quella di domani. Si sente svuotata, lo specchio le restituisce un’immagine così diversa da quella che avrebbe voluto. E’ spenta, stanca ed i suoi occhi non hanno più quel bagliore che aveva fatto innamorare suo marito e che, soprattutto, la facevano apparire così vitale.

Cosa succede? Dove è andata a finire la Giovanna che adorava destreggiarsi tra provette e microscopi? Ha donato tutta la sua gioventù, le sue migliori energie a costruire una famiglia felice. E’ orgogliosa, ma svuotata. Quegli anni sono passati così velocemente ed ora ha già 48 anni e da qualche mese, gli sbalzi di umore, le caldane ed ognuno dei sintomi tipici di un conclamato climaterio. I giorni passano, al Natale segue la Pasqua, le vacanze al mare nella solita villetta al mare, prima di un nuovo Natale.

Da dove ripartire? Come Giovanna può ricominciare ad essere soddisfatta della sua vita? Quasi non ricorda più cosa la rendeva entusiasta, cosa la faceva ridere e l’appassionava. Si lascia vivere giorno dopo giorno, vedendo suo marito sempre più lontano e meno riconoscente verso chi ha sacrificato la sua vita per la famiglia ed il loro benessere.

Improvvisamente ripensa alla sua mamma e ricorda quel giorno in cui ha intravisto quello stesso lampo di buio nei suoi occhi. Cosa si era domandata? Poco, ad esser oneste, molto poco. La sua era un’ottima madre e questo le bastava. Vederla lì, presente e sempre affettuosa e disponibile era quanto voleva vedere della sua mamma. Fino a che non l’aveva lasciata, pochissimi mesi fa.

Ora si sente sola, ma soprattutto incompiuta. Cosa c’è che non va? In fondo l’intera umanità ha funzionato così fino a ieri. Non lo capisce, ma sa che ogni giorno si alza e si sente meno soddisfatta e realizzata… Comincia a curarsi di meno, toglie il pigiama per indossare una tuta e ripete lo stesso gesto all’inverso la sera. La sua infelicità è palese ma incomprensibile ai più, ed a lei stessa… Suo marito comincia a somigliare più ad un coinquilino, ed entrambi smettono di investire nel loro rapporto matrimoniale. Cosa rimane? Da dove ricominciare?

  • Storia vera – nomi di fantasia

 

 

 

 

 

 

 

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