L’evoluzione della leadership (parte IV)

Se le vostre azioni ispirano altri a sognare di più, imparare più, fare di più e trasformare di più, voi siete un leader
(John Quincy Adams)

fffffffffff

La nuova frontiera della leadership tocca le corde del femminile. Ed è una vera evoluzione del modello in quanto attinge a tutte le caratteristiche tipiche del femminile antropologico: la cura delle relazioni, l’intuizione, l’armonia, la mancanza di competizione, l’ispirazione, il coraggio e l’ascolto.

Il femminile rappresenta il terreno fertile, l’humus su cui far germogliare le migliori potenzialità, le idee e lo sviluppo del maschile che ne sà attingere.

Ma così come la leadership maschile non è solo degli uomini, ovviamente questo tipo di leadership non è esclusiva delle donne. Ma sicuramente è più connaturato ad una leader.

Il mondo stà lentamente evolvendo verso questo modello per un bisogno assolutamente improcrastinabile. Ormai il modello maschile comincia a diventare, nel suo spaspodico fare e competere, una lotta di potere che prospetta una carenza di democrazia assolutamente anacronistica ed un rischio, come stiamo vedendo in questi anni, serio e concreto per la pace nel mondo.

Sui mercati aperti, d’altra parte, un’economia ridotta alle dinamiche di prezzo indurrebbe un netto impoverimento dei paesi occidentali, privi di risorse fossili e con costi di manodopera inaffrontabili.

Occorre quindi lasciare spazio, nelle aziende, come in politica e nei settori volano della crescita umana, al femminile nella sua piena espressione.

Una leadership femminile, ancora più di quella positiva, si muove in un ambito puramente relazionale e consente l’espressione migliore dei follower, la piena realizzazione delle loro potenzialità e delle migliori attitudini, la forza creativa che sposta l’asse della competizione su valori profondamenti umani che non andranno a ridursi nell’impatto con le economie straniere.

In un contesto aziendale, sviluppare ed incentivare la leadership femminile significherà una maggiore competitività anche perchè consentirebbe l’attivazione di una motivazione intrinseca dei collaboratori, un piacere insito nell’espressione profonda del loro essere che diventa molto più appagante ed arricchente di un banale aumento di stipendio. Un leader così evoluto sarà di ispirazione per educare alla responsabilizzazione, al senso di appartenenza ad un progetto comune, alla rivelazione di idee e proposte di miglioramento per il bene comune.

Cosa spinge dunque l’evoluzione della leadership? La volontà di diffondere benessere e di diffondere il senso di amore e pace senza smettere di creare valore e rafforzare l’economia e la ricchezza del paese.

Quanto siamo lontani da questo? Purtroppo ancora tanto… in moltissime realtà politiche, culturali, professionali ed economiche.

Come si può accellerare questa evoluzione? Con i buoni esempi. Con alcuni manager illuminati. Politici carismatici e di valore. Persone di cultura che siano capaci di infondere fiducia in questi nuovi valori ed innovative modalità.

Rendiamoci catalizzatori di tutto questo.. possiamo farlo se lo comprendiamo profondamente.

FINE

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