Cambiare

“Tutti i cambiamenti, anche i più attesi, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciano dietro di noi è parte di noi stessi.

Dobbiamo morire in una vita prima di poter nascere in un’altra”

ANATOLE FRANCE

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Se mi guardo indietro, mi rendo conto di quante volte sono partorita da me stessa. Ho attraversato, nella mia vita, più o meno di tante altre persone, momenti di gioia e altri di profondo dolore. Conosciuto tantissime persone che hanno accompagnato il mio percorso, a volte segnandomi e rimanendo attaccati nelle viscere della mia coscienza, altre condividendo solo qualche momento per poi riprendere il volo e non vederle mai più.

Ma sicuramente io sento, ora più che mai, di essere il risultato di un vero e proprio processo generativo che ha trovato linfa per avanzare nelle domande che non ho mai smesso di pormi e nei sogni che non ho mai smesso di fare.

La mia infanzia con le sue presenze (in alcuni casi inutili e false) e l’ assenza (sempre incompresa e sofferta) ha lasciato spazio ad un’adolescenza di ragazzina innamorata dell’amore ed aggrappata ad alternative di vita famigliare che sono state salvifiche per il mio equilibrio da adulta. E poi una giovinezza vissuta da fidanzata modello, studentessa impegnata, col cuore fermo e la grande forza di poter credere che esistesse un’alternativa alla provvisorietà ed a quell’arte di arrangiarsi così connaturata con la mia città e così poco permeante nel mio modo di pensare.

Non era interesse per quanto studiavo, ma voglia di fuga. Non era ambizione, ma il prezzo altissimo pagato sull’altare della mia indipendenza economica. A 30 anni la Elena che girava per l’Italia era quella che sognava di esser manager, di apportare valore nelle aziende che la pagavano e pensava che ci fosse una relazione diretta tra il suo valore, l’impegno che profondeva ed il bonifico che riceveva sul conto a fine mese. A qualsiasi costo. Anche quello di cambiare città, case, salutare amici e ricominciare da capo ogni volta in contesti aziendali diversi. Questi anni sono stati importanti per la mia crescita professionale e sentimentale. Gli anni in cui, a costo anche di grandi sofferenze, ho messo in piena luce tutto quanto volevo, ma soprattutto quanto assolutamente non volevo più nella mia vita.

Ed ho amato con quel sentimento incondizionato, tanto forte e totalizzante come probabilmente solo una volta si può vivere. Quello che fa sentire che la vita si sta realizzando esattamente in quel momento, con quella persona e con un’intensità tanto forte che faceva diventare presenza anche le lunghe assenze. Fino a capire che l’amore deve nutrirsi di amore e non di sesso. Di presenza e costanza e non di speranze in un futuro diverso contraddetto giorno per giorno da un presente mediocre.

Io sono partorita infine dal mio sogno che nel concretizzarsi ha messo in piena luce le mie illusioni, le persone false che mi erano vicine, quelle che usavano la mia buona disponibilità e quelle che blateravano di una stima senza alcun reale fondamento.

Da questa ultima esperienza è uscita una Elena che ha anche richiuso e sanato quasi completamente il cerchio di quell’assenza che da bambina l’aveva addolorata tanto.

Si cresce, si evolve, si soffre, ma la vita è anche questo. Cambiare per non morire….

ed io lo accetto e lo voglio con tutta me stessa.

 

 

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Un pensiero su “Cambiare”

  1. “Cambiare per non morire…..” Niente di più vero! L’estrema sintesi di quello che ho vissuto e sto superando……. Ricomincio da me E’ tutto questo e quindi NON può finire!!!!!

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