Ancora Sud…

Nel bene e nel male, la Sicilia è l’Italia al superlativo

Edmonde Charles Roux

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Un piccolo negozio, ormai inaccessibile per l’accozzaglia di ruote, telai, gomme e lamiere che occupano ogni minimo volume interno. Il ciclista, anziano, ricurvo, che con un piccolo attrezzo, lentamente, ripulisce e sistema un ciclo alla volta… senza ansia, senza affanno… quasi solo per il piacere di farlo.

Il carretto delle granite davanti all’uscita di scuola…

L’Ape colorata, vociante e musicale che scarrozza una volta un’intera famiglia di turisti ed un’altra ben tre circensi con tanto d’elefante per le strade della città…

L’offerta del cornetto e caffè che ci fa venire voglia di fare un salto da quelle parti ogni mattina… e non per la differenza di prezzo, ma per quella di sapore…

Un’altra occasione per tornare al Sud, questa volta per un incontro di lavoro, che è stata anche una buona occasione per un gradevole salto indietro ad una stagione fa, con punte di 33 gradi centigradi a fine ottobre e bagni in un’acqua pulita e calda, su spiagge assolate ed isolate.

Ma la Sicilia ha accolto me ed una mia cara amica soprattutto con il calore dei siciliani che ci hanno ospitate, che abbiamo incontrato e con cui abbiamo scambiato anche semplici sorrisi e qualche saluto. Abbiamo respirato un altro Sud, un’altra faccia dell’Italia, in cui i contrasti sono ancora più netti, le curve più rotonde, i colori più sgargianti, la storia più presente e, soprattutto, l’orgoglio dell’unicità più caratterizzante.

I siciliani sono molto consapevoli della bellezza che li circonda, del clima meraviglioso di cui godono, di quella decadenza nostalgica che avvolge chi cammina per quelle vie. Hanno dentro una spinta alla bellezza, all’arte e all’armonia delle forme che stordisce e inebria chiunque si affacci, anche per poche ore, su questa terra.

Nei contrasti tra lusso e decadenza, cultura e folclore, apparenza e sostanza, innovazione e tradizione ha proprio sede la bellezza di questa terra. Ed in questo condivido il senso dell’aforisma citato. I contrasti di tutti gli italiani qui esplodono, si fanno estremi, nel bene e nel male.

E poi c’è quell’ingenuità strana, che a volte ho visto anche nella mia Napoli. Quella volontà orgogliosa di bastare a se stessi. Quella maniera un po’ bambinesca di credere che si abbia tutto per esser felici. Invidiabile, da parte mia, sotto certi aspetti. Forse perché, al contrario, ho sempre creduto che la felicità vada rincorsa e seguita ovunque ci porti. Anche in posti meno ospitali ed accoglienti. Per trovarla, infine, probabilmente, in un nuovo modo di essere e di vedere il mondo e non nelle persone o nei luoghi che ci contornano.

Una vera scoperta dunque, che insieme all’esperienza della Calabria di questa estate, ha ridato un nuovo slancio e nuovo entusiasmo nei confronti di un Sud che potrebbe sopravvivere benissimo sulle meravigliose bellezze che possiede, sul calore della gente che ci abita e l’abisso di cultura che si respira… Se solo tutti gli abitanti ci credessero e non si adagiassero ad una realtà spesso difficile, ma che ha bisogno di persone oneste e non di assistenzialismo (da qualunque parte venga), di prese di posizioni forti, coerenti e sempre costruttive del benessere di tutti e non di pochi. Solo questa può essere la strada per far crescere la Sicilia, la Calabria e l’Italia intera… Non credete?

 

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